I catechisti siano testimoni attenti e credibili

Incontro dell’Arcivescovo nella forania del Campidano a Monserrato

Lunedì 28 novembre, nella parrocchia San Giovanni Battista De La Salle a Monserrato, si è tenuto l’incontro dei catechisti della forania del Campidano con l’Arcivescovo.

È stato un momento di ascolto e di dialogo, dal quale sono scaturite diverse idee e proposte riguardanti i temi dell’iniziazione cristiana e della figura del catechista, anche alla luce della recente istituzione del Ministero del Catechista, con la lettera apostolica del Papa, in forma di «Motu Proprio» «Antiquum Ministerium».

L’incontro foraniale è stato preceduto da diversi momenti di riflessione tra catechisti, tenutisi nelle diverse parrocchie.

Don Emanuele Mameli, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano, dopo la preghiera iniziale, ha aperto i lavori dell’assemblea, ricordando che dobbiamo porci in ascolto di quanto emerso nelle assemblee parrocchiali.

Don Marcello Lanero, vicario foraneo, ha moderato gli interventi. Si è iniziato con la lettura della relazione della parrocchia ospitante, a cui sono seguiti gli interventi di tutte le altre.

Dalle relazioni sono emerse le difficoltà che accomunano le parrocchie in questi due anni di emergenza sanitaria, la carenza di partecipazione, il ruolo delle famiglie ed è stata sottolineata l’importanza riscoprire la Comunità, come luogo di testimonianza della fede e accoglienza per tutti, in particolare i catechisti devono essere testimoni attenti e credibili.

È stata inoltre sottolineata l’importanza della formazione: dalla conoscenza del Magistero della Chiesa alle nuove tecnologie.

Al termine della presentazione delle relazioni, ha preso la parola l’Arcivescovo che, nel ringraziare le parrocchie per l’impegno e il lavoro svolto, ha messo in evidenza alcuni aspetti che offrono diversi spunti di riflessione.

Nello specifico, ha ripreso il problema della formazione degli adolescenti, poiché è la comunità che evangelizza nel rispetto della libertà di ciascuno e nella testimonianza.

I catechisti siano testimoni attenti e credibili.

I bambini e i ragazzi fanno esperienza di Comunità con l’esempio dei catechisti che li accompagnano a capire e percepire la parrocchia come «casa accogliente».

Per monsignor Baturi è importante mantenere il «rapporto con la realtà», poiché «non possiamo parlare di Gesù senza parlare della realtà»: i bambini devono infatti capire che «la fede è uno sguardo aperto sulla realtà». «Accendere la curiosità» è un suggerimento che dobbiamo ascoltare perché «è la capacità che ci spinge a ricercare la ricchezza della fede».

La catechesi, poi, dovrebbe «utilizzare più arte, più attualità, più Scrittura, più gesti e più esperienze concrete, meno parole…».

In conclusione l’Arcivescovo ha citato Sant’Agostino per il quale «nelle mani bisogna avere i “Codici” e i “Fatti». I Fatti confermano la Scrittura e la Scrittura spiega i Fatti».


L’assemblea si è conclusa con la recita dei Vespri.

M. Antonietta Vacca

RIPRODUZIONE RISERVATA
© Copyright Il Portico