Le «Braccia aperte» dell’Azione Cattolica

All’incontro con il Papa 130 i partecipanti dalla diocesi

L’incontro del 25 aprile con il Papa è stato una grande festa, che abbiamo condivisa tra 80.000 persone presenti in piazza e le tante altre che non sono potute essere presenti e si sono collegati tramite la TV.

Che fosse una grande festa gioiosa se n’è accorto anche il Papa, il quale, dopo aver attraversato ogni settore della piazza stracolma di persone, come volerli abbracciare tutti, ci ha detto: «Ho visto nei vostri occhi la Gioia!».

Quindi posso tranquillamente dire che abbiamo vissuto un esperienza intensa di incontro, di festa e di gioia.

Il tema della giornata aveva uno slogan «A braccia aperte».

In un tempo in cui ancora viviamo gli effetti della pandemia, che ci ha reso distanti è significativo oggi per noi richiamare l’importanza dell’abbraccio.

Gesto semplice ma intenso di significato. Io credo che la scelta di tale messaggio «A Braccia Aperte», nasca da un desiderio di tornare a mettere al centro sia l’incontro con l’altro nonché il senso che rappresenta l’abbraccio e cioè il prendersi cura dell’altro.

L’abbraccio riduce le distanze e avvicina i cuori delle persone.

La speranza è che rieducandoci ad abbracciare possiamo essere portatori di pace e di fraternità nel servizio per il prossimo e nella Chiesa.

Il Papa ci ha lasciato riflettere su diversi tipi di abbracci e ne ha citati tre: «Abbraccio che manca; abbraccio che salva e abbraccio che cambia la vita».

«Questi tre abbracci sono presenti nell’abbraccio di Cristo! E allora lo slogan del Cristiano lo possiamo sintetizzare in: “Lasciamoci abbracciare da Cristo!”»

Il Papa ci ha inoltre detto: «Vedervi qui tutto insieme mi fa venire in mente il Sinodo», chiedendo all’Azione Cattolica di essere «portabandiera e atleti della sinodalità». Ci ha domandato di contribuire e di aiutare a vivere nella Chiesa l’esperienza sinodale, che si avvia alla sua terza tappa, quella profetica, in cui è importante saper fare scelte capaci di dare slancio a nuovi percorsi significativi di Vangelo.

L’occasione dell’incontro con il Papa, ha dato inizio alla 18ma Assemblea nazionale elettiva dell’Azione Cattolica Italiana, ulteriore momento per mettere nel nostro bagaglio ciò che è importante riscoprire nella nostra associazione, per mettere al servizio della Chiesa la capacità di creare relazioni che sono abbracci, la capacità di essere sinodale. 

La sinodalità è un’espressione della nostra assemblea in quanto è democratica, incentrata sull’ascolto, sul dialogo, sulla ricerca di percorsi che possono essere nuovi e di rendere più efficaci percorsi già avviati. 

Tutto questo è avvenuto, a Sacrofano alle porte di Roma, dove per quattro giorni, 1000 persone di cui circa 600 delegati, hanno condiviso e si sono confrontati per tracciare il percorso per l’associazione ed eleggere il nuovo consiglio nazionale.

Lo slogan dell’incontro era «Testimoni, di tutte le cose da lui compiute». (At 10,34).

Un modo per ringraziare il Signore di tutto ciò che fa per noi e che non ci lascia mai da soli nel nostro cammino di fede e di servizio, porre in Lui la fiducia nella certezza che continuerà ad agire su di noi, nel nostro servizio in parrocchia, nelle diocesi, nella Chiesa e trasmettere a tutti attraverso la nostra testimonianza, quanto il Signore ci ama, fa’ e può fare per ciascuno di noi.

Una bellissima esperienza di sinodalitá e di Chiesa operosa, desiderosa di incontrare sempre più il Signore e annunciarlo al popolo di Dio affinché tutti possiamo godere del suo Abbraccio e Amore e diventare: «Testimoni, di tutte le cose da lui compiute».

Antonino Cipriano Presidente diocesano – Azione Cattolica 

Le «Braccia aperte» dell’Azione Cattolica.

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