Ricezione turistica: «È troppo il sommerso» Intervista a Paolo Manca presidente di Federalberghi

hotel«Occorre quanto prima mettere a sistema il settore». Paolo Manca, presidente regionale di Federalberghi non usa mezzi termini per definire lo stato nel quale versa il comparto turistico – ricettivo alla luce dei recenti dati forniti dal Crenos. « La fotografia – dice – realizzata dagli atenei isolani è chiara. Se noi dividiamo gli arrivi nei porti e negli aeroporti, depurati ovviamente dei movimenti dei sardi, e moltiplichiamo per quattro che è il soggiorno medio, viene fuori una cifra doppia rispetto a quella dei dati regionali.

Cosa significa?

Che non tutti sono ospiti di amici ma sono in casa di chi non dichiara la loro presenza, di chi non paga l’Iva, di chi non rispetta i criteri di sicurezza. Quindi un turismo parallelo che vale quasi quanto il turismo ufficiale.

Come contrastare il fenomeno?

Abbiamo fatto proposte già in sede di legge regionale sul turismo, chiedendo anche ai consiglieri regionali di partire con una classificazione molto semplice. Innanzitutto chi svolge l’attività in maniera professionale, come chi opera per 250 – 300 giorni l’anno, è un operatore professionale, deve avere partita Iva, in modo che sia poi l’Agenzia delle Entrate a fare le relative verifiche. L’altro passo è quello di creare un albo di chi può praticare la professione di B&B, come già esiste per chi ha un albergo. Noi non siamo contrari ai B&B o alle signore che affittano le camere di casa loro, ma di chi, passando attraverso quello strumento, maschera 50-60 appartamenti affittati in nero. Le faccio un esempio.

Prego

Nei giorni scorsi ci ha contattato un’azienda che con questo sistema ha commercializzato 60 appartamenti. Non si tratta quindi di chi affitta la camera del figlio che non vive più con i genitori ma di chi gestisce decine di appartamenti e sfugge a qualsiasi controllo. Parliamo di migliaia di posti letto che venduti sulle piattaforme online, portano in Sardegna turisti, i quali consumano il suolo, le spiagge, utilizzano i servizi, creano rifiuti ma non contribuiscono al reddito regionale, considerando che i nove – decimi dell’Iva restano in Sardegna. Per questo riteniamo ci sia bisogno di una classificazione, attraverso la quale verificare chi può fare la professione di B&B e tutti gli altri devono essere individuati e sanzionati.

Sta per iniziare la stagione estiva 2017. Quali sono le vostre previsioni?

Tutte le ricerche danno la Sardegna tra le mete più gettonate. È certo che avremo un incremento già registrato ad aprile e a maggio, un ritardo fisiologico sul mese di agosto, ma nel complesso sarà un’estate capace di dare ulteriori soddisfazioni rispetto al 2016. Noi però continuiamo a dire che è necessario mettere a sistema l’intero comparto, in modo da raggiungere quello che l’obiettivo minimo, dei sei-sette mesi di presenze turistiche, per quella che viene chiamata la «summer Iata», ovvero la programmazione dei voli che le compagnie fanno da fine marzo a ottobre: sei mesi deve essere il periodo minimo per far sì che il turismo diventi una voce fondamentale nel bilancio regionale.

La nostra cultura come può essere capace di attrarre turisti?

Su questo versante abbiamo moltissimo da fare. Nei prossimi anni la cultura non potrà attrarre da sola i turisti ma affiancare le motivazioni paesaggistico-ambientali che spingono i turisti a giungere sulla nostra Isola. I musei e i nuraghi più importanti della Sardegna, da soli, non possono essere elemento attrattivo ma possono completare l’offerta ricettiva. Per questo la cultura deve vivere in simbiosi con quella che è l’attività turistica: la Sardegna non è fatta solo di ambienti spettacolari ma anche di una cultura millenaria che occorre valorizzare proprio attraverso il sistema turistico – ricettivo.

Roberto Comparetti

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