Sant’Elia ricorda Franco Oliverio, medico attivo nel sociale

A 20 anni dalla scomparsa il 22 marzo un incontro alla Fondazione di Sardegna

Sant’Elia ricorda Franco Oliverio.

Nel quartiere di Sant’Elia i meno giovani non hanno dimenticato «Franco».

Chiamavano così – senza titolo accademico – Franco Oliverio. Nessun riferimento alla sua professione di medico gastro-enterologo.

Per loro contava soprattutto vederlo in prima linea, a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, nell’attività sociale in favore dei meno abbienti, in particolare dei giovani disagiati.

A vent’anni dalla morte, Franco Oliverio verrà ricordato venerdì 22 marzo nel corso di un incontro alle 17 organizzato dalla «Fondazione Anna Ruggiu» e da «Aladinpensiero news», in accordo con la sua famiglia, nella sala convegni della Fondazione di Sardegna a Cagliari.

Formato alla scuola della Congregazione mariana di padre Maurizio Cravero, insieme con un gruppo di amici, Oliverio è stato per tre decenni punto di riferimento del riscatto sociale di centinaia di ragazzi.

Un impegno di solidarietà concreta.

Mentre procedeva nella carriera di medico, fino a diventare primario di gastroenterologia dell’ospedale «Brotzu» di Cagliari, continuava incessante la sua iniziativa a favore dei giovani, di tutta la città e oltre, specie di quelli finiti nel circuito malsano della droga.

Negli anni Settanta il fenomeno della tossicodipendenza era ancora circoscritto, ma Franco Oliverio girava nelle scuole, nelle parrocchie, nelle sedi politiche, senza pregiudizi ideologici, per sensibilizzare i giovani, gli educatori e le famiglie sui pericoli mortali delle droghe, pronunciando parole chiare sulle mafie e su settori del mondo dell’economia, che, anche con complicità di personaggi politici, traevano profitti colossali sulla pelle dei ragazzi. 

Per quanto possibile Franco curava personalmente i ragazzi tossicodipendenti, in collegamento con le famiglie, le strutture sanitarie e con i nascenti centri di volontariato che si occupavano di programmi di disintossicazione e di recupero sociale dei tanti giovani, che venivano aiutati a uscire dalla schiavitù della tossicodipendenza.

Purtroppo il fenomeno si aggravò nel tempo, fino ai giorni nostri, rimodellandosi secondo le tendenze della società in corrispondenza delle attività mafiose e di altre organizzazioni criminali. 

Franco Oliverio  è rimasto sempre sulla breccia, fino a quando la morte lo ha colto all’improvviso con una emorragia celebrare che lo ha falciato il 20 marzo 2004, a soli 62 anni. 

Franco Oliverio, nonostante un carattere che rifuggiva da pubblici riconoscimenti, a buon diritto è da iscrivere nell’ipotetico albo dei più illustri cittadini cagliaritani.

Deve essere fatto conoscere, perché costituisce ancor oggi un fulgido esempio di testimone del nostro tempo, impegnato per il riscatto sociale di tutte le persone che vivono situazioni di emarginazione e disagio sociale.

Il Comune di Cagliari gli ha dedicato una piazza, antistante la chiesa parrocchiale del quartiere di Sant’Elia: ottima iniziativa, ma sicuramente merita di più.

Il suo ricordo è ben presente nei cuori dei tanti che lo hanno amato e che da lui hanno avuto aiuti e solidarietà, così da renderlo una figura esemplare, di cui la città di Cagliari dev’essere orgogliosa e grata.

Franco Meloni 

Sant’Elia ricorda Franco Oliverio.

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