Di fronte ai problemi servono nuove parabole

L’incontro dei catechisti della forania di Pirri a San Giuseppe

Di fronte ai problemi servono nuove parabole.

Il 9 gennaio scorso l’Arcivescovo ha incontrato i catechisti della  forania di Pirri, nella parrocchia di San Giuseppe.

Fanno parte della forania le parrocchie di: Madonna del Suffragio, San Pietro, Madonna della Fede, San Gregorio Magno, San Tarcisio e San Giuseppe. 

Un rappresentante dei catechisti di ogni parrocchia ha esposto la situazione in cui esercitano l’incarico, mettendone in rilievo criticità e speranze e problematiche.

In primo luogo è stata evidenziata la mancanza di giovani catechisti, per cui la maggior parte dei catechisti è fatta di persone non più giovani, perlopiù in pensione ma che comunque svolgono la loro missione con entusiasmo.

In alcune parrocchie si registra una mancanza di locali e spazi adatti alle esigenze dei ragazzi.

Le famiglie di oggi non sono quelle di una volta: spesso si ha a che fare con ragazzi di genitori separati e quindi si ha difficoltà a frequentare regolarmente il catechismo e la Messa.

Buona parte dei ragazzi frequenta il catechismo perché i genitori vogliono che i figli ricevano i sacramenti.

Nonostante le difficoltà i catechisti si dedicano con entusiasmo alla loro missione, si impegnano con la preghiera, l’aggiornamento e la formazione per trasmettere ai ragazzi la loro fede e il loro grande Amore di Dio.

L’Arcivescovo ha incoraggiato i catechisti: la forza del catechista è la letizia, essere lieti di seminare senza sentirsi migliori degli altri. La fede si cerca continuamente, si accoglie e ci mette in cammino. 

Di fronte ai problemi occorre inventare nuove parabole, nuove strade, nuovi linguaggi. 

I catechisti sono discepoli, testimoni, annunciatori. Non serve lamentarsi per ciò che non c’è, ma bisogna rendere grazie per ciò che è ora, in questo presente.

La qualità della relazione è importante e occorre rendersi conto che c’è maggiore differenziazione nell’età della vita, per cui dobbiamo assumere questa attenzione e tensione anche nella catechesi. Saper cogliere la differenziazione di ciascuno, la loro realtà familiare, sociale e di maturazione umana e spirituale.

La famiglia è il tessuto della comunità cristiana.

L’Arcivescovo ha poi sottolineato l’importanza dell’unità del gruppo dei catechisti, la gioia della comunione e l’urgenza di costruire alleanze tra parrocchie e dentro la parrocchia stessa: aiutarsi tra parrocchie vicine col supporto della diocesi.

Nina Daga

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