Gigi Riva: amato dal popolo che aveva scelto

Non c’è sardo che non abbia un personale ricordo del calciatore

(Foto Ansa/SIR)

Gigi Riva: amato dal popolo che aveva scelto.

Per capire chi è stato Luigi Riva, per tutti «Giggi», rigorosamente con la doppia «g», basta avvicinarsi ora allo stadio e domani alla Basilica di Bonaria: un fiume ininterrotto di uomini, donne, bambini, giovani e anziani che, in rigoroso silenzio, stanno davanti al «Quinto moro», come alcuni hanno definito il grande campione di calcio, di umanità e sportività.

Riva, lombardo di nascita, ma sardo a tutti gli effetti, era arrivato a Cagliari controvoglia, ma nel giro di pochi anni era riuscito ad entrare nel cuore e nell’animo dei sardi che, come diceva, gli somigliavano: silenziosi, discreti, poco inclini alle ribalte, amanti delle cose semplici e genuine. 

Ai party glamour, di cui oggi si nutrono i ragazzini che calpestano i prati a suon di tanto denaro, Riva preferiva un pezzo di salsiccia e formaggio, un po’ di maialino arrosto e un bicchiere di vino rosso.

«Giggi» stava ai sardi come questi stavano al campione.

Negli anni di carriera calcistica ha rifiutato le sirene dei grandi club, preferendo la cosiddetta «provincia», che garantiva una vita più serena e ritmi a misura d’uomo, nella quale Riva era «uno di noi», il compagno di squadra che tutti avrebbero voluto avere, l’amico con il quale condividere gioie e speranze. 

Valori e visioni che il campione rossoblu ha portato anche all’interno della Nazionale azzurra, dove ha incontrato, sostenuto e consigliato i più grandi giocatori italiani degli ultimi 30 anni.

Chi non ricorda l’abbraccio agli azzurri nelle loro debacle, la vicinanza e l’incoraggiamento a uomini, ad esempio, come Nicolò Barella, giocatore nato tra le file del Cagliari e approdato in Nazionale.

In un mondo «incafonito», senza memoria e sempre più carente di valori, Riva è emerso con la sua signorile distanza dal degrado.

Anche di fronte ai fischi di lunedì sera, a Riad in Arabia Saudita, alla notizia della sua morte, avrebbe tirato avanti senza tanti piagnistei, perché una pagina così oscena del calcio «tutto chiacchiere e finanze» non merita la considerazione dei grandi.

Riva mancherà certamente a molti, che si sentiranno orfani di un uomo dallo stile forse antico ma unico. 

Gigi Riva: amato dal popolo che aveva scelto.

Roberto Comparetti

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