Legge sì, ma con soluzioni strutturate Eugenio Lao, coordinatore regionale dell’Associazione «Famiglie numerose», plaude al documento, che deve fornire strumenti efficaci ai nuclei familiari

EvidenzaLa famiglia unisce maggioranza e opposizione in Consiglio regionale. Insieme hanno infatti presentato una proposta di legge, la prima in Sardegna, che cerca di dare organicità alle politiche regionali in materia. Il testo concordato e sottoscritto trasversalmente, unico assente Paolo Truzzu di Fdi-An, propone una «legge quadro a sostegno delle famiglie» comprese quelle riconosciute con la riforma delle unioni civili.

Il coordinatore regionale dell’Associazione famiglie numerose, Eugenio Lao, esprime «soddisfazione attorno alla proposta di legge che spiega nasce sulla scorta di un tavolo di confronto aperto nel 2014 tra istituzioni e Forum delle famiglie. Diversi punti della relazione che accompagna la legge traggono ispirazione dalle nostre proposte. Auspichiamo che si riesca ad andare oltre la fase di interlocuzione concretizzando una svolta sulle politiche familiari».

Tra le materie disciplinate sono previsti il riconoscimento delle famiglie numerose, il potenziamento delle politiche per la casa, finanziamenti ai Centri integrati per la famiglia, stanziamenti straordinari ai Comuni a sostegno dei nuclei in difficoltà. Il provvedimento prevede inoltre incentivi per aumentare la crescita demografica, sempre molto bassa in Sardegna, anche attraverso bonus e agevolazioni fiscali.

«La Sardegna dettaglia Lao è una delle regioni che invecchia più rapidamente». Secondo i dati forniti dalla presidenza della Regione «al 1° gennaio 2016 la Sardegna contava 1.658.138 abitanti, nell’arco di nove anni la popolazione residente risulta diminuita di 7.749 individui». L’Isola è la regione d’Italia nella quale si fanno meno figli: dai 3,8 figli per donna nel 1952 si è passati a 1,1 nel 2015. In fatto di fecondità, negli ultimi 60 anni la Sardegna ha registrato un clamoroso tracollo passando dal migliore al peggiore risultato a livello nazionale.

Gli studi statistici dell’Università sono chiari: nel 2050 la Sardegna rischia di avere una popolazione formata per oltre il 30% da persone con più di 65 anni d’ età e soltanto il 14 % di ragazzi con meno di 14 anni. «Finché la famiglia aggiunge Lao non sarà considerata una risorsa per la società non potrà esserci un inversione di tendenza».

Il tasso di povertà, specialmente tra le famiglie numerose, è in costante crescita. Secondo un’indagine dell’Osservatorio politico dell’Associazione famiglie numerose un figlio costerebbe, considerando alimentazione, vestiario, istruzione nella scuola dell’obbligo e tempo libero, 9 mila euro l’anno. «La nostra associazione prosegue considera numerose le famiglie che hanno a carico da quattro figli in su, mentre per l’Istat sono sufficienti tre figli per poter definire tale un nucleo familiare. Offrire opportunità ai nostri ragazzi sta diventando sempre più difficoltoso. Ma, oltre a questo, così come previsto dalla proposta di legge, sono necessarie politiche di intervento che mirino a fronteggiare l’emergenza abitativa. Le risorse messe a disposizione non sono senz’altro sufficienti a far fronte a tutti i problemi ma tengo a sottolineare che, al di là di questo, ci piacerebbe che non si veda la legge soltanto sotto l’ottica dell’emergenza. Noi vogliamo che le istituzioni vadano oltre, conquistando la consapevolezza dell’importanza di investire sulla famiglia, tenendo conto delle reali esigenze ma soprattutto con la consapevolezza che essa rappresenta il motore della società e in quanto tale va sostenuta. Occorrono interventi lungimiranti in grado di adottare soluzioni strutturate».

Maria Luisa Secchi

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