Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo

XVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:

«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».

(Forma breve Mt 13,44-46)

Commento a cura di Francesca Diana

In questo capitolo Gesù utilizza diverse immagini per descrivere la realtà misteriosa del regno di Dio paragonato ad una semina, un pugno di lievito che fa fermentare la massa di farina, alla scoperta di un tesoro nascosto, al mercante in ricerca della perla preziosa.

Queste ultime due similitudini si trovano nelle parabole presentate dall’evangelista Matteo nel Vangelo di questa domenica. 

Era frequente all’epoca di Gesù sotterrare i propri beni in un terreno per proteggerli dall’incursione di banditi o guerriglieri e quando qualcuno li recuperava poteva o restituirli al proprietario del campo oppure, per entrarne in possesso, acquistare l’intero terreno. In questo modo agisce il protagonista della nostra parabola. 

La straordinarietà del tesoro venuto alla luce è talmente sorprendente da «riempirlo di gioia» e condurlo a prendere la decisione della vita: vendere tutto, non tener più nulla di quanto in passato lo aveva apparentemente appagato e comprare quel campo, catturato dalla bellezza e vitalità di questo nuovo bene.

La seconda parabola molto simile alla precedente, mostra una motivazione di fondo differente. Il primo protagonista trova il tesoro, il mercante lo cerca.

Siamo di fronte ad un commerciante abituato a stipulare affari mosso dalla smania di possedere un numero sempre maggiore di perle preziose per placare la sua sete di guadagno. 

Dentro questa inquietudine l’attenzione è rapita dalla luce pregiata e singolare di una perla il cui valore inestimabile catalizza totalmente il suo interesse e desiderio. 

Non c’è più spazio per altro, il cuore è stato conquistato dalla bellezza unica e indicibile di una perla per cui vale davvero la pena giocarsi e investire tutta la vita; svanisce la possibilità, prima certezza, di barattare le possibili perle preziose da procurarsi in futuro.

Entrambi i personaggi sono accomunati da una medesima esperienza: non incontrano qualcosa di marginale, ma quell’essenziale che coinvolge tutti gli aspetti della persona umana, apre la possibilità di essere liberati dalle paure e accolti senza giudizio, permette di intravvedere un modo di vivere del tutto diverso che offre pienezza all’esistenza conferendole un senso e un gusto inedito per la vita.

Cercare è la condizione essenziale per raggiungere il Regno di Dio, un bene donato e messo a disposizione di tutti senza condizione, ma da cercare, scegliere, per il quale decidere, impegnarsi ed essere responsabili. 

Il cercare o trovare, però, non è sufficiente, occorre andare oltre, compiere un ulteriore passo mettendosi in gioco e consegnando al Signore la paura di lasciare i propri beni, seppur deludenti, e abbandonare un vita che nella sua ripetitività e insoddisfazione offre comunque apparente sicurezza. 

Solo un cuore che brucia dal desiderio di accogliere il Vangelo è mosso dall’intuizione che dietro Gesù la vita diventa bella e significativa, dall’intuizione che dentro tutte le vicissitudini che turbano e mettono in crisi la speranza di felicità, resta sempre intatto e sicuro quell’amore infinito e gratuito del Signore unito alla percezione del suo sguardo ricco di benevolenza su ciascuno. Insomma si può lasciare anche qualcosa di bello perché si è trovato il Bello; si lasciano realtà di bene perché si è scoperto il sommo Bene. 

Se in un momento particolare della vita, la scoperta del Regno permette di cambiare radicalmente la rotta del proprio cammino, durante l’intera esistenza il Signore ci dona tanti momenti provvidenziali nei quali non terminiamo mai di riscoprire in modo sempre differente, capillare e profondo la bellezza e la gratuità di questo tesoro che ci riempie e anima di stupore e intima riconoscenza. 

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