Perché cercate tra i morti colui che è vivo?

Pasqua di Resurrezione (Anno C)

Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.

Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.

Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.

Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

(Gv 20,1-9)

Commento a cura di Davide Piras

Davanti ai nostri occhi si è ben impresso lo spettacolo del Golgotha, delle tre croci innalzate con al centro Gesù morto.

In quel Venerdì pomeriggio che precedeva la Pasqua ebraica bisognava sbrigarsi: deporre in fretta il corpo crocifisso, lavare quel cadavere flagellato, ferito e tumefatto, cospargerlo con 33 Kg di aromi e profumi, avvolgerlo nei teli di lino sul sedile di pietra del sepolcro, sigillare il luogo della sepoltura.

Perché cercate tra i morti.

Tutta questa frenetica corsa cosa voleva mascherare? Attorno al sepolcro di Gesù c’era ben poco da fantasticare.

Bisognava anestetizzare il fallimento, il dolore e la delusione con il «fare tutto di corsa» e riversare tutto lo scoramento in un maniacale attaccamento ai segni di morte e di rassegnazione. 

Eppure da quella grotta sepolcrale fuori dalle mura, accanto al Calvario, che guarda verso Giaffa, stava maturando ciò che Gesù aveva annunciato con la parola e con le opere: il Figlio dell’uomo deve risorgere!

Solo quella roccia scavata e la notte che l’avvolgeva furono i testimoni della sua vittoria nelle prime ore del giorno dopo il sabato.

Il Vangelo di Giovanni ci presenta anzitutto Maria Maddalena, attaccata ai segni di morte, attratta dal sepolcro: quando ancora è buio, ai primi bagliori dell’alba, si incammina verso il luogo dove avevano deposto il Signore. 

Subito si accorge che le cose non sono a posto, che la pietra è stata rimossa. Avrebbe tanto desiderato sfogare il suo dolore e le sue lacrime al cospetto della salma di Gesù e, in preda al panico, corre in cerca di Pietro, a raccontargli che il Signore era stato rubato, portato via dal sepolcro (cf Gv 20,1-2).

Maria di Magdala vede la morte come una sconfitta, la fine di tutto, l’inizio dei bei ricordi.

Ricevuto l’allarme, Pietro e il discepolo amato iniziano a correre. Simon Pietro, rimasto paralizzato due giorni prima alla porta del palazzo del sommo sacerdote, ora inizia a correre.

Perché cercate tra i morti.

Qualcosa in lui inizia a cambiare.

Il discepolo amato è anonimo, quasi a volerci spingere ad impersonare noi la sua esperienza.

Egli arriva per primo al sepolcro perché aveva fatto esperienza dell’amore del Signore.

Si china, vede i teli di lino stesti, non entra, aspetta Pietro: l’amore sa attendere l’altro.

Giunto anche Pietro, entra, constata l’assenza del morto, ma si accorge anche che i teli sono stati stesi ordinatamente e che il sudario che copriva il volto del defunto è piegato in un «luogo» a parte.

Nessun trafugamento di cadavere era compatibile con i segni riscontrati (vv. 3-7).

La Maddalena e Pietro si limitano ad osservare, ma non sanno andare oltre la morte.

Il discepolo che Gesù amava, invece, vide e credette.

La sua vista raggiunge la soglia della fede: proprio lui che ha posato la sua testa sul petto di Gesù, sentendone i battiti del cuore, ed è stato l’unico ad esser rimasto sotto la croce insieme alle donne, ora vede e crede che quei segni sono veri: egli doveva risorgere dai morti (vv. 8-9).

Insieme al discepolo amato, oggi ciascuno di noi è autorizzato a impazzire di gioia!

Il Signore è vivo; il Signore è risorto, è veramente risorto! Perché cercate tra i morti.

Da Lui in poi, ogni morte diventa giorno di rinascita.

Mai più nessuna paura, perché la sua vittoria sul peccato e sulla morte è anche la nostra!

Questo è il giorno che per noi ha fatto il Signore! Alleluia! Buona Pasqua di risurrezione. 

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